PROGETTO SALUTE - INTEGRAZIONE DISABILI - RUOLI EDUCATIVI E PARTECIPAZIONE




COMMISSIONE DI LAVORO Nº 2

LINEE PROGRAMMATICHE

Questa Commissione si propone di proseguire il lavoro delle precedenti sul progetto salute e sulla integrazione dei disabili, di rivolgersi ai genitori per sollecitare una maggiore partecipazione alle esperienze scolastiche dei figli e più attenzione al loro ruolo educativo.

PROGETTO SALUTE

Evoluzione del progetto sessualità
Nell’anno scolastico 1996/97 si è avviato il Progetto Sessualità che ha coinvolto tutte le classi terze delle Scuole Medie Superiori di Lugo.
Il Progetto ha previsto la collaborazione tra gli operatori del Consultorio USL e gli insegnanti delle Scuole Medie Superiori di Lugo in una conduzione che si è realizzata in modo misto. Gli insegnanti coinvolti nel Progetto Sessualità avevano partecipato al corso di aggiornamento sull’educazione sessuale nell’anno scolastico 1995/96 finalizzato all’apprendimento di contenuti e tecniche nella gestione diretta con i ragazzi.
Il lavoro ha compreso 5 incontri per ogni classe di cui 2 condotti dagli insegnanti.
Ci sono stati regolari momenti di confronto e supporto tra operatori e insegnanti, necessari per svolgere al meglio il lavoro. Le scuole coinvolte sono state: Liceo Classico e Scientifico 10 classi terze, I.T.C. Compagnoni 4 classi terze, I.T.I.S. 2 classi seconde, I.P.S.I.A. 5 classi terze, I.P.S. Stoppa 7 classi terze, per un totale di circa 500 ragazzi adolescenti.
A nostro avviso il lavoro è stato produttivo; la conduzione mista si è rivelata un’opportunità per le scuole che intendono occuparsi di educazione alla sessualità anche in futuro, in quanto agli operatori del Consultorio non sarebbe possibile far fronte direttamente a tutte le richieste che provengono annualmente in tal senso.
L’incontro di verifica che si è svolto nella sede del Distretto Scolastico al termine del progetto con i docenti coinvolti ha messo in evidenza le difficoltà da loro incontrate, ma anche il loro grande desiderio di impegnarsi e di arricchire ulteriormente il lavoro.
Nell’anno scolastico 1996/97 l’Istituto Tecnico Commerciale ha ampliato il Progetto Sessualità aggiungendo un incontro ai cinque previsti, coinvolgendo i ragazzi in modo attivo.
L’incontro ha riguardato il tema della "seduzione e corteggiamento": si è dimostrato molto positivo e gradito ai ragazzi.
Le proposte emerse sono state tante e così gli spunti di approfondimento.
Nel complesso il Progetto è finalizzato alla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale e costituisce un momento importante di incontro con gli adolescenti anche sui temi attinenti alla percezione del sé, del proprio corpo, oltre alle conoscenze anatomo-fisiologiche.
L’obiettivo è costituito dal favorire l’appropriazione di sé e dal favorire un senso critico sui temi della mascolinità e della femminilità.
Il lavoro in sinergia con gli insegnanti necessita d’essere consolidato e perfezionato, ha evidenziato l’importanza che la scuola diventi contenitore di confronto anche in materie non disciplinari.
I ragazzi hanno apprezzato il progetto loro proposto come dimostrato dai dati emersi dai questionari di gradimento che sono stati compilati al termine di ogni quinto incontro.

Anche per l’anno 1998/99 gli operatori dell’Unità Operativa Consultorio Familiare del Distretto Sanitario sono disponibili ad effettuare un Progetto sessualità con la collaborazione delle scuole.

PROGETTO DI PREVENZIONE DELL’ABITUDINE AL FUMO

"LASCIATECI PULITI" - libera traduzione del "Waterloo smoking prevention program, University of Waterloo".
Promotori: gruppo Romagnolo per l’educazione alla salute oncologica promosso dall’Istituto Oncologico Romagnolo e dai Servizi di educazione alla salute delle Aziende USL della Romagna (Ravenna, Forlì, Cesena, Rimini).

Popolazione su cui si interviene: alunni di seconda media

LINEE GUIDA 1998/99 PER LA PROGETTAZIONE DI INTERVENTI NEL SETTORE DELL’EDUCAZIONE SANITARIA, PREVENZIONE DEL DISAGIO E DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PROMOZIONE DELLA QUALITÀ DELLA VITA NELLA SCUOLA

Vista la convenzione fra il Provveditorato agli Studi e l’Azienda USL di Ravenna in data 6 giugno 1996 il Comitato Tecnico Scientifico ex lege 162/92, nel rispetto dei compiti ad esso assegnati e nell’intento di rendere operativi le finalità e gli obiettivi concordati, propone a tutte le scuole della provincia che le iniziative e i progetti che esse intendono attuare nella loro autonomia, nel settore indicato in oggetto, abbiano quale elemento unificatore la seguente tematica:
"La valorizzazione della persona"
in particolare:

  1. le dinamiche relazionali nel contesto familiare e scolastico;
  2. la valorizzazione del ruolo e della responsabilità dei singoli.
Le linee guida indicate non vogliono in nessun modo limitare la libertà progettuale dei docenti e degli organi collegiali delle scuole, ma dare un’impronta più organica ai progetti, superando la frammentarietà delle iniziative.
La presente proposta viene estesa a tutte le istituzioni che hanno compiti e competenze in questo settore.

Proposte operative 1998/99
  1. EDUCAZIONE ALLA SESSUALITÀ:
    s’intende sostenere il "Progetto Sessualità" elaborato ed attuato in questi anni da operatori dell’Azienda USL.
    Il progetto rivolto alle classi terze degli Istituti Superiori di Lugo sarà condotto sia dagli insegnanti che dagli operatori AUSL. Il Progetto prevede 5 incontri, ciascuno della durata di 2 ore. Gli operatori AUSL svolgeranno il 2º e 5º incontro, gli insegnanti il 1º, il 3º e il 4º.
    La conduzione del lavoro si configura come mista (Scuola-AUSL); per una migliore gestione del lavoro e prima del suo eventuale avvio ci saranno incontri con il gruppo (insegnanti e operatori) che seguirà l’attività, perché nessuna delle parti diventi indipendente dall’altra pur mantenendo una autonomia di svolgimento.
    È importante infatti che il gruppo che si verrebbe così a creare abbia una condivisione di progettualità, nella metodologia e nei contenuti.
    Ciascuna scuola potrà proporre un proprio calendario di cui si cercherà di tenere conto in funzione però di una compatibilità complessiva e relativa alle molteplici richieste.

  2. PROGETTO "LASCIATECI PULITI":
    si intende collaborare a questo progetto di prevenzione all’abitudine al fumo promosso da I.O.R. (Istituto Oncologico Romagnolo) e Aziende USL della Romagna. Il progetto ha visto il coinvolgimento in questi anni di molte classi e di molti insegnanti, che, per realizzare il progetto nelle classi 2º delle medie inferiori, hanno anche partecipato numerosi ad un corso di aggiornamento sul tema.

  3. PROGETTO GENITORI:
    il Distretto intende favorire l’interscambio delle proposte educative-formative rivolte ai genitori da parte delle scuole, al fine di sensibilizzare e rendere più partecipi alla vita della scuola i soggetti primari dell’educazione.
    Si propone inoltre, nei limiti possibili, favorire un progetto comune educativo sul rapporto scuola-famiglia in collaborazione con scuole o associazioni interessate al problema. In concreto si pensa di organizzare incontri su precise tematiche educative (relazioni genitori-figli) con esperti.

INTEGRAZIONE DISABILI
Il Centro di Formazione Professionale di Villa S. Martino ha ipotizzato percorsi sperimentali per disabili in collaborazione con le scuole del territorio e con i servizi dell’AUSL, al fine di far acquisire agli alunni disabili un corretto concetto di sé e delle proprie capacità, possibilità e per permettere alle famiglie di operare delle scelte post-scuola media che tengano conto delle capacità reali del ragazzo.

PROGETTO DI ORIENTAMENTO TEORICO-PRATICO PER DISABILI INSERITI NELLA SCUOLA MEDIA INFERIORE (CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE - VILLA S. MARTINO DI LUGO)

Premessa Quando si parla di orientamento all’interno delle strutture scolastiche e formative si è portati a pensare ai cinque modelli che stanno ottenendo i maggiori favori:

  1. Modelli "informativi"
    (Herr 1984 - Liem e Raiman 1982)
  2. Modelli di tipo psicodiagnostico
    (Soresi e Miranda 1996 - Holland 1985 - Rounds e Tracey 1990)
  3. Il bilancio di competenze
    (Yatchinovsky-Michard 1994)
  4. Approccio dello "Sviluppo delle Carriere"
    (Super 1957-1980)
  5. Modelli "Educativi" dell’orientamento
    (Arcuri 1996 - Rumiati 1990 - Pombeni 1996)
Discorso nettamente diverso va invece fatto nei confronti dei disabili che attualmente non trovano all’interno della scuola media referenti significativi che abbiano strumenti e conoscenze atte ad attivare percorsi individuali di valutazione delle capacità pratiche.
Non avendo il quadro delle posizioni di partenza è estremamente difficile per le famiglie e per i servizi ipotizzare percorsi e operare scelte volte a favorire la realizzazione del singolo.
Si ritiene inoltre che per tutti, ma per il disabile in modo particolare, la scelta post-scuola media sia condizionante per tutta la sua vita; infatti è questo il momento in cui si è chiamati a scegliere un percorso caratterizzato sull’assistenzialismo o sulla produttività.
Il C.F.P. (C.O.G.), facendo tesoro delle proposte e delle richieste che annualmente provengono dalla scuola Media Inferiore, ha ipotizzato percorsi sperimentali in collaborazione con le suole del territorio al fine di fornire al Collegio Docenti strumenti e metodi integrativi del PEP, per una valutazione degli allievi Disabili e acquisire conoscenze atte a favorire nel tempo un’autogestione dell’esperienza.

Metodologia
Al fine del raggiungimento dell’obiettivo espresso nella premessa si è costituito un comitato di progetto composto da:

  1. Rappresentante delle scuole medie. Preside della scuola media "Baracca" di Lugo - Prof. Maria Lucia Liverani.
  2. Rappresentante del Servizio Materno Infantile AUSL Distretto di Lugo e rappresentante di Servizi Sociali AUSL Distretto di Lugo Dott.ssa Doriana Ottavi.
  3. Rappresentante dell’ANFFAS quale preside della sezione di Lugo Signora Reggi Virginia.
  4. Rappresentante del Servizio Integrato per l’inserimento lavorativo (SIL) Prof. Dalmonte Anna Maria.
  5. Rappresentante del C.F.P. quale coordinatore responsabile del progetto Dott. Giovanni Dosi.

Obiettivo del comitato di progetto è:

  1. valutazione della bozza di convenzione tra scuole media e C.F.P.
  2. valutazione dei percorsi mirati per ogni allievo proveniente dai quattro plessi convenzionati
  3. progettazione di strumenti atti a trasferire ai docenti della S.M.I. competenze e professionalità presenti nella F.P.

Destinatari
I destinatari del percorso di orientamento disabili sono stati individuati nei plessi convenzionati dai presidi e/o dai loro delegati indicando allo stato attuale della progettazione solo il numero di casi con cui lavorare:

Va evidenziato che con questi plessi scolastici già da alcuni anni si è instaurata una proficua collaborazione, sia in sede di analisi dei casi in uscita, sia con sperimentazione "ad hoc" presso il C.F.P.

Finalità dell’intervento
L’intervento in oggetto si pone 3 obiettivi prioritari.

  1. Costituire, per gli allievi disabili presenti nella scuola M.I. un banco di prova ove poter verificare tramite esperienze pratiche tutto ciò che si è appreso nel percorso teorico, acquisendo, con il supporto dei propri insegnanti un corretto concetto del sé, delle proprie capacità e delle proprie possibilità.
  2. Permettere alle famiglie, con il supporto dei docenti e dei servizi AUSL, di operare delle scelte post-scuola media che tengano conto delle capacità del ragazzo, al fine del raggiungimento di un equilibrio personale e una buona integrazione sociale e lavorativa.
  3. Sperimentare moduli teorici-didattici che permettano alle singole suole di autogestirsi nel tempo i percorsi di orientamento.

Orario di attivazione dei moduli
I moduli di orientamento, per la loro caratteristica di sperimentalità, si svolgeranno in orario scolastico.
Totale ore previste: 40, suddivise in 4 moduli.

Contenuti dei percorsi di orientamento
Per ciascun allievo o gruppo di allievi provenienti dalla scuola media convenzionata dovrà:

  1. comporsi un gruppo di lavoro formato dal docente che conosce il ragazzo, il docente del C.F.P. e il referente AUSL, i quali dovranno progettare percorsi "ad hoc" atti a favorire l’interesse dell’utente all’attività che gli verrà proposta.
  2. Permettere al Collegio Docenti della S.M.I. di valutare il protetto e se è necessario apportare modifiche.
  3. Attivare ogni singolo progetto utilizzando mezzi ed attrezzature messe a disposizione dal C.F.P.
  4. Favorire la valutazione dei percorsi ipotizzati

Titolarità dei progetti
Come già espresso nella bozza di convenzione in allegato, per ciò che concerne il percorso allievo la titolarità è della Scuola Media, per ciò che concerne il percorso di orientamento formativo è del C.F.P.

Valutazione finale
Il comitato di progetto sarà chiamato, al termine dei singoli percorsi, ad una valutazione dell’intervento che verrà trasmesso all’Amministrazione Provinciale con il verbale di fine progetto.


CONVENZIONE FRA SCUOLA MEDIA STATALE E CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE C.O.G. DI VILLA S. MARTINO (RA)

Premessa
Preso atto dell’importanza che negli ultimi anni viene riservata all’orientamento all’interno delle varie strutture educative, il problema si pone maggiormente quando ci si confronta con le disabilità, che necessitano di un orientamento a percorsi formativi specifici, tali da permettere al disabile di inserirsi successivamente in attività che ne favoriscano l’autorealizzazione nel mondo del lavoro, in base alle singole capacità.
Preso atto che il Centro di Formazione Professionale C.O.G. di Villa San Martino, dal 1978 gestisce e coordina percorsi formativi specifici, fin dal 2° quadrimestre della 1° media, percorsi sperimentali volti all’orientamento di disabili, si ritiene di stipulare questa convenzione volta a regolamentare la collaborazione.

  1. Progettazione percorsi
    1. La scuola media, nella persona del preside o suo delegato, valutata l’opportunità di attivare per gli allievi disabili presenti nel suo plesso un percorso di orientamento, prende contatto con il coordinatore di area del C.F.P. proponendo: allievi e referenti.
    2. I referenti della Scuola Media, in collaborazione con il coordinatore o il docente del C.F.P., stilano un progetto integrato per l’allievo e/o allievi la cui titolarità, per ciò che concerne il percorso allievo è della scuola media, per ciò che concerne il percorso di orientamento-formativo è del C.F.P.
    3. Il percorso ipotizzato dovrà essere valutato dal Collegio Docenti della Scuola Media, dalla Famiglia e dai Referenti AUSL.

  2. Attivazione del percorso
    1. In base al progetto concordato lo studente o gli studenti dovranno raggiungere con l’insegnante che ne è referente responsabile, il C.F.P. (la direzione del C.F.P, compatibilmente alle proprie esigenze formative, può mettere a disposizione un mezzo con autista per il trasporto).
      Qualvolta le attività si svolgano presso la Scuola Media, il docente si recherà con mezzo del Centro Professionale presso la struttura convenzionata in base ad orari prestabiliti.
    2. Il centro di Formazione Professionale mette a disposizione:

      saletta informatica dedicata
      sala video dedicata
      ausili informatici dedicati
      ----------> Polo informatico per disabili
      falegnameria C.F.P.
      laboratorio elettrico C.F.P.
      laboratorio meccanico C.F.P.
      laboratorio tessile C.F.P.
      serre C.F.P.
      ----------> Struttura formativa
      strutture nucleo aziendale C.O.G.
      strutture azienda agricola C.O.G.
      ----------> Strutture lavorative

  3. Personale
  4. Articolazione e durata dei percorsi orientativi
    L’articolazione e la durata dei percorsi saranno concordati nella fase progettuale e saranno sottoposti alla valutazione dei referenti indicati al punto 3.

  5. Costi
    I costi per il materiale, l’utilizzo delle attrezzature e del docente del C.F.P. sono a carico della struttura formativa (il C.F.P. Colonia Orfani di Guerra, in base alla propria progettazione formativa potrà imputare le spese a carico del bilancio provinciale e/o del Fondo Sociale Europeo). I costi inerenti il biglietto per i mezzi di trasporto pubblici che possono essere utilizzati per il raggiungimento del C.F.P. sono da ritenersi a carico della famiglia dell’allievo.
    Per la scuola media ................................................................
    Per il C.F.P. .............................................................................


C.D.R. CENTRO DOCUMENTAZIONE RICERCA SULLA DISABILITÀ E UNITÀ DI SUPPORTO FORMATIVO PER INTERVENTI DIDATTICO-EDUCATIVI PRESSO IL CENTRO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE DI VILLA S. MARTINO DI LUGO

Premessa
Il Centro di Formazione Professionale "Colonia Orfani di Guerra" di Villa San Martino (Ra) all’interno delle varie attività che storicamente lo hanno caratterizzato, si è sempre impegnato in percorsi formativi didattico-educativi per utenze con disabilità.
Inoltre ha sempre rivolto un’attenzione particolare alle professionalità dei docenti, attivando azioni di formazione formatori che nel tempo hanno permesso la strutturazione di un nucleo di operatori che dal 1978 elabora progetti individualizzati volti al recupero delle abilità tramite percorsi formativi per l’avviamento al lavoro. La struttura formativa opera in costante collaborazione con i servizi AUSL per l’individuazione degli obiettivi del progetto persona e con gli insegnanti delle S.M.I. per la raccolta dei dati relativi al percorso dell’allievo.

Analisi del fabbisogno
Dalle collaborazioni attivatesi durante questi anni di lavoro con le scuole sono emersi come preponderanti i bisogni di:

  1. esaltare la circolazione delle idee
  2. avere la possibilità di conoscere esperienze e attività svolte
  3. individuare momenti di confronto e verifica durante la progettazione individualizzata
  4. ampliare le "conoscenze" metodologiche-strumentali anche tramite percorsi di aggiornamento
  5. sostegno alle famiglie durante il percorso scolastico.


PROGETTO PER LA CREAZIONE DI UNA STRUTTURA DI DOCUMENTAZIONE E RICERCA SULLA "DISABILITÀ" CON L’ATTIVAZIONE DI UN’UNITÀ PER IL SUPPORTO FORMATIVO DIDATTICO-EDUCATIVO

Obiettivi

  1. Raccolta del materiale, delle esperienze, dei progetti, delle idee, delle informazioni che sono patrimonio delle singole strutture educative del territorio.
  2. Strutturazione di un a banca dati con la possibilità di una consultazione guidata.
  3. Creazione di una serie di opportunità per il confronto, la verifica e l’autoaggiornamento.
  4. Collaborazione per la progettazione individualizzata e per il sostegno e la verifica in itinere.
  5. Fornire informazioni, indicazioni, sostegno ai docenti e alle famiglie durante il percorso scolastico.

Metodologia
Per la creazione della struttura di documentazione e ricerca occorre prioritariamente definire una convenzione, atta a regolare la possibilità e i rapporti di collaborazione.
Definito il rapporto con le strutture convenzionate, si richiederà a queste ultime di individuare un referente per la raccolta del materiale esistente onde favorire la circolarità.
Nel frattempo la struttura sarà attiva per instaurare rapporti di collaborazione operativa, per la progettazione, la verifica, il supporto o per momenti di autoformazione che andranno precedentemente concordati con l’unità operativa.

Risorse e strumenti
La struttura si avvale delle attrezzature del C.F.P. individuabili in:

Fruitori
Si intendono fruitori tutti coloro che, in forma singola o associata, aderiscono all’iniziativa con convenzioni o adesioni personali quali:
Scuole primarie Lit. 35.000 per plesso
Coop. servizi da definirsi in base ai possibili fruitori
AUSL da definirsi in base all’intervento richiesto
Singoli Lit. 25.000 annue
Famiglie da definirsi in base all’intervento richiesto

Tempi
L’attivazione sarà condizionata dall’interesse e dalla partecipazione dei fruitori da ipotizzarsi comunque nel periodo gennaio/febbraio 1998.
La struttura inizialmente prevederà una fruibilità individuabile in una mattinata e due pomeriggi settimanali che verranno definiti e comunicati.

VERIFICA in data 29 aprile 1998 del "Progetto sperimentale di orientamento teorico-pratico per disabili inseriti nella scuola media inferiore"

Con la presenza dei presidi e del Distretto Scolastico è avvenuta, presso il C.F.P. di Villa San Martino, la verifica del progetto in oggetto.
Unanime è stato l’apprezzamento delle scuole per l’iniziativa e unanime la richiesta perché l’esperienza possa continuare. Gli iniziali 14 allievi previsti sono diventati 30; c’è stata anche la presenza di una scuola fuori distretto: Mordano.

PROPOSTE OPERATIVE 1998/99

          
Adesione ordinaria a "Handicap & Scuola": lire 25.000 (lire 20.000 per chi rinnova entro il 31 agosto 1998); adesione benemerita: lire 50.000
Versare l’importo sul conto corrente postale nº 28177103 intestato a:
Comitato per l’integrazione scolastica degli handicappati
via Rivarolo 49/a
10070 Mappano (To)
indicando nella causale: "Adesione a Handicap & Scuola"
L’adesione a "Handicap & Scuola" decorre ad anno scolastico e comprende, di norma, 5 numeri


DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO SCOLASTICO DISTRETTUALE NELLA SEDUTA DEL 23 MARZO 1998

     Il Consiglio di Distretto nella seduta del 23 Marzo ’98 ha esaminato la situazione dell’integrazione scolastica degli alunni in situazioni di handicap nel nostro territorio; situazione che si ritiene sempre più difficile e precaria.
I Consiglieri unanimi
     riaffermano
di considerare l’integrazione scolastica come l’indicatore fondamentale della qualità della scuola e uno dei parametri del grado di civiltà della comunità nazionale.
     Si richiamano
ancora alla sentenza nº 215/1987 della Corte Costituzionale, là dove si dice che la piena integrazione scolastica è "un risultato che va difeso nei confronti di chi vuole tornare indietro in contrasto con la Costituzione ... è un principio costituzionale e come tale non può essere disatteso tornando alla situazione della assistenza e della ghettizzazione".
     Fatta propria la mozione finale del Convegno internazionale "La qualità della integrazione scolastica", tenutosi a Riva del Garda (Trento) nel Novembre 1997
     fanno appello al Governo e al Parlamento
perché prioritariamente non sia cancellata la positività della pluridecennale esperienza italiana dell’integrazione scolastica di tutti gli alunni in situazione di handicap.
     Perché non vengano cancellate, attraverso strumenti impropri come la Finanziaria o con gli attesi regolamenti sull’autonomia scolastica, le conquiste consolidate negli ultimi venti anni; conquiste quali la previsione di classi ridotte in presenza di alunni portatori di handicap o la presenza adeguata di docenti specializzati di sostegno.
     In particolare i consiglieri con forza

chiedono
che venga modificato l’art. 40 della Finanziaria 98, sostituendo il rapporto di un insegnante ogni 138 alunni frequentanti con quello di 1:100.
     Si chiede che tale rapporto venga consolidato al 100% e non all’80% come previsto, invece, dalla Finanziaria.
     Infine i consiglieri tutti
impegnano
il Distretto Scolastico a diffondere capillarmente i contenuti di questo documento, a promuovere una raccolta di firme a sostegno delle richieste avanzate e a inviare successivamente tutta la documentazione al Ministero, alle Camere, alla Regione, agli Enti Locali, alle Aziende USL.

Il Presidente del Distretto Scolastico
Giulio Galletti


CONVEGNO INTERNAZIONALE
LA QUALITÀ DELL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA

Dall’integrazione dell’alunno in situazione di handicap all’individualizzazione per tutti

Mozione Finale
Mozione finale presentata dal Coordinamento scientifico del Convegno (dott. Dario Ianes - Centro Studi Erickson e Università di Trento) e approvata per acclamazione dai 1.600 partecipanti nella mattinata del 9 novembre 1997.

I partecipanti al Convegno Internazionale "La Qualità dell’integrazione scolastica". Dall’integrazione dell’alunno in situazione di handicap all’individualizzazione per tutti" tenutosi a Riva del Garda (TN) il 7-8-9 novembre 1997

riaffermano
la positività della pluridecennale esperienza italiana dell’integrazione scolastica di tutti gli alunni in situazione di handicap.
Ritengono
che essa rappresenti il presupposto indispensabile per una piena integrazione nella società.
Ricordano
che tale esperienza può essere considerata fino ad oggi la più significativa riforma che ha stimolato processi di innovazione generali sui versanti strutturale-organizzativo, metodologico-didattico ed educativo.
Fanno proprie
le 10 tesi della relazione introduttiva:
1. Vanno elaborati metodi di conoscenza e di valutazione dei "bisogni educativi particolari" degli alunni in situazione di handicap e di quelli con disturbi specifici dell’apprendimento, metodi che superino le vecchie concezioni della certificazione e sviluppino collaborazioni nuove (tra sanità, scuola e famiglia) nella diagnosi funzionale.
2. L’integrazione dell’alunno in situazione di handicap va realizzata nel contesto dell’individualizzazione e della personalizzazione dell’insegnamento e delle relazioni per tutti gli alunni, con una forte "sensibilità alle differenze", che dovrà diventare il clima culturale e relazionale diffuso tra tutti gli insegnanti di una comunità scolastica solidale e collaborativa.
3. Va data priorità all’attivazione della risorsa-alunni, dei compagni di classe, attraverso l’apprendimento cooperativo e lo sviluppo dei rapporti di amicizia e di aiuto reciproco.
4. C’è bisogno di una nuova dirigenza scolastica, più responsabile e orientata agli obiettivi, nel contesto della nuova autonomia delle scuole, che non dovranno però diventare per questo suole di serie A e scuole di serie B.
5. C’è bisogno di un forte investimento in tecnologie, in informatica e nuovi ausili, però con un severo controllo sulla qualità della spesa e sull’effettiva ricaduta formativa.
6. La formazione dei docenti per il sostegno dovrà essere qualificata e legata a quella universitaria di tutti i docenti, elaborando un profilo professionale non più di un docente isolato sul sostegno, ma di un docente specializzato, superando le misure dettate dall’emergenza e dal risparmio.
7. L’integrazione va costruita anche attraverso la partnership con la famiglia, una risorsa fondamentale per la scuola.
8. Va qualificata e chiarita la collaborazione tra scuola e servizi socio-sanitari, con gli accordi di programma, i GLIP (Gruppi di Lavoro Interistituzionali Provinciali), e la revisione dell’Atto di Indirizzo e coordinamento alle USL del febbraio 1994, modificandone l’impostazione troppo patologizzante e poco attenta alle potenzialità dell’alunno.
9. La Scuola deve integrarsi nella comunità, anche con programmi di alternanza scuola-lavoro, per rispondere al bisogno di un progetto complessivo di vita per l’alunno in situazione di handicap, che coinvolga anche le realtà locali e il mondo del non-profit e del volontariato.
10. L’integrazione deve essere documentata, le buone esperienze vanno diffuse, messe in rete, va fatta documentazione, sperimentazione sull’efficacia e sulla qualità.
Fanno appella al Governo e al Parlamento
affinché
- Venga dato urgente avvio alla formazione e alla specializzazione universitaria di tutti i docenti curriculari e non vada perduta la filosofia e la ricchezza culturale contenute nei programmi dei Corsi Biennali approvati con D.M. 26.5.95.
- Non vengano riproposti i cosiddetti corsi intensivi di pseudospecializzazione, imposti dalla Finanziaria 97, che comunque non possono assolutamente essere considerati come nuovo modello di specializzazione né devono condurre al conseguimento di titoli equiparabili a quelli dei Corsi Biennali.
- Venga data qualificata risposta culturale al bisogno crescente di docenti specializzati a seguito dell’esaurirsi in molte province delle apposite graduatorie e si eviti il perpetuarsi delle nomine di insegnanti precari non specializzati con danno per la qualità dell’integrazione e per lo stesso stato giuridico dei docenti. Nel transitorio si chiede la riattivazione dei corsi biennali di specializzazione nelle realtà provinciali dove c’è carenza di docenti specializzati, previa verifica della serietà culturale e scientifica dei Corsi anche con monitoraggi in itinere.
- Venga modificato l’art. 27 del Collegato alla Finanziaria 98, sostituendo il rapporto di 1 insegnante ogni 150 alunni frequentanti con quello di 1:100, corrispondente, attualmente, in organico di fatto, al rapporto 1:2, che si chiede venga consolidato al 100% e non all’80% come previsto dal Collegato alla Finanziaria.
- Non vengano cancellate, attraverso strumenti impropri come la Finanziaria o con gli stessi regolamenti sull’autonomia scolastica, le conquiste consolidate negli ultimi 20 anni, supportate da precise disposizioni normative (ad es. la previsione di classi ridotte in presenza di alunni portatori di handicap...).
- Il regolamento sulla ristrutturazione delle "scuole ed istituti a carattere atipico", di cui all’art. 21, comma 10 della legge N. 59/1997 non favorisca il mantenimento o la riapertura di scuole e classi speciali statali, ma garantisca idonei supporti alle scuole comuni tenute ad assicurare l’integrazione di tutti gli alunni in situazione di handicap; come ha riconosciuto lo stesso sottosegretario alla Pubblica Istruzione, prof.ssa Albertina Soliani, nel suo intervento dell’8.11.97 al presente Convegno, deve essere esplicito che l’espressione "istituzioni scolastiche autonome" (contenuta nell’ultima parte del comma succitato) si riferisce esclusivamente alle scuole comuni e non anche a quelle speciali.
- Nella proposta di legge sulla "parità" venga inserito un emendamento secondo cui le scuole private hanno l’obbligo, per ottenere la parifica, di <<... accettare le iscrizioni degli alunni handicappati nelle sezioni e classi comuni ai sensi della legge 104/92>>.
- Venga sollecitato il Sistema Sanitario a garantire i compiti e i contenuti previsti dalla legislazione vigente a sostegno della piena integrazione scolastica e sociale, anche attraverso una adeguata disponibilità di personale idoneamente formato. Tale sollecitazione dovrà essere rivolta anche agli Enti locali.
- Il sistema nazionale di valutazione consideri l’integrazione scolastica come l’indicatore fondamentale della qualità della scuola e tale indicazione debba essere esplicitata nei relativi provvedimenti.
I partecipanti al convegno chiedono dunque con forza
la salvaguardia degli attuali livelli di integrazione e della qualità dei processi formativi, anche per le responsabilità che vengono riconosciute al nostro Paese sul piano europeo e internazionale, responsabilità riaffermate nella Carta di Lussemburgo del 1996.

Riva del Garda (TN), 9 novembre 1997



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